Mineralometria Ossea Computerizzata

esami risonanze magnetiche

L’Osteoporosi è una riduzione graduale del contenuto minerale delle ossa, soprattutto del calcio.

Nella maggior parte dei casi si sviluppa senza dare sintomatologia, tanto che molte persone non si accorgono di soffrirne.

Nei casi gravi, cioè nelle persone a più alto rischio, le ossa sono talmente fragili che anche un piccolo trauma può provocarne una frattura.

L’osteoporosi inizia il suo sviluppo già dai 40-50 anni, ma si manifesta prevalentemente  in età avanzata.

Possono esserne colpiti sia gli uomini che le donne, ma è una malattia che riguarda soprattutto la donna dopo la menopausa.

In determinate situazioni cliniche viene consigliata   l’esecuzione di una Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), che misura la quantità di minerale nelle ossa svelandone una eventuale osteoporosi od osteopenia.

Ipertensione Arteriosa

centri diagnostica

La pressione arteriosa elevata è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare insieme al fumo di sigaretta, la dislipidemia, il diabete mellito, la storia familiare di precoce patologia cardiovascolare (età inferiore a 55 anni per i maschi e 65 anni per le femmine), l’obesità e l’inattività fisica. Si stima che il rischio di malattia cardiovascolare cominci a valori pressori di 115/75 mmHg e che raddoppi ogni incremento pressorio di 20/10 mmHg; inoltre chi risulta normoteso all’età di 55 anni ha un rischio pari a 90 nell’arco degli anni futuri di sviluppare ipertensione. Per tale motivo sarebbe consigliabile che tutti gli individui di età superiore a 55 anni si sottoponessero ad un controllo annuale dei valori di pressione arteriosa.

Il medico che si trova di fronte ad un paziente con valori pressori elevati deve:

  • Valutare lo stile di vita del paziente in merito ad attività fisica ed abitudini alimentari ed indagare sulla presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare o su altre patologie concomitanti che possono modificare la prognosi e guidare il trattamento; esistono infatti delle patologie o terapie che possono provocare uno stato ipertensivo, fra queste per esempio le malattie renali croniche od i trattamenti medici cronici con corticosteroidi.
  • Verificare se è presente o meno un danno degli organi che vengono generalmente colpiti dall’ipertensione soprattutto il cuore con ECG ed Ecocolordoppler cardiaco, la retina con l’esame del fondo oculare ed il rene con routinari esami ematici di laboratorio.

Tutti i Trials clinici hanno dimostrato il beneficio del trattamento dell’ipertensione arteriosa nella significativa riduzione di tutti gli eventi avversi cardiovascolari: ictus, infarto miocardico, scompenso di cuore. Il trattamento, per essere efficace, si impone lo scopo di ridurre i valori di PA al di sotto di 140/90 mmHg, e di essere più aggressivo nei pazienti con diabete e/o malattia renale per mantenere i valori di PA al di sotto di 130/80. Oltre all’utilizzo di farmaci da soli od in associazione per raggiungere gli scopi suddetti è importantissimo modificare lo stile di vita, ovvero: ridurre il peso corporeo; ridurre l’introito di sodio con la dieta; moderare il consumo di alcolici; svolgere attività fisica regolare. Questo permette non solo di potenziare l’azione dei farmaci ma in alcuni casi, soprattutto se si riesce a modificare più di un fattore, ad evitare la terapia farmacologica.

Sarà quindi importante monitorare l’efficacia della risposta alla terapia anti-ipertensiva con misurazioni periodiche effettuate in ambulatorio medico o direttamente dal paziente con misuratori automatici. Inoltre quando si prospettano situazioni come una apparente resistenza alla terapia farmacologica, sintomi ipotensivi con la terapia, sospetta “ipertensione da camice bianco”, od ipertensione episodica si rende necessaria una monitorizzazione pressoria nelle 24 ore (Holter-pressorio) che fornisce informazioni “camice bianco indipendenti” sui valori di PA durante le normali attività quotidiane e durante il sonno (normalmente la pressione arteriosa scende del 10-20% durante il sonno, se questo non avviene il rischio cardiovascolare aumenta) e su una eventuale disfunzione del sistema nervoso autonomo (ipotensione ortostatica).

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